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#3758 Risposta

Davide
Membro

<font size=”1″ face=”Verdana, Arial, Helvetica” id=”quote”>Citazione:<hr noshade id=”quote”><i>Originariamente inviato da Fede</i>
ciao!!piacere di conoscerti!finalmente un medico nel forum…come ho già scritto in varie precedenti msg io sono un appassionato laureando in biologia…ho alcune domande x te:
-a cosa può essere dovuto un basso valore ematico di colinesterasi?!forse a qualche deficit epatico(esocrino)!eventualmente valutabile macroscopicamente anche con una TAC o RNM?
-riguardo all’ipotesi vaccino-cellule schiumose(fantasiosa) potresti screditarla concretamente?!?ci hai fatto sperimentazione?
-visto che l’ANP sembra essere implicato anche nella regolazione omeostatica del Na non pensi che considerarlo solamente come un marker infartuale sia un po’ riduttivo?
a presto!
<hr noshade id=”quote”>

</font>Caro Fede, il mio non voleva essere un attacco nei tuoi confronti ma vorrei ricordarti che non è un bene per chi legge essere distolto dai problemi concreti.
Veniamo al dunque!
Esistono alterazioni macroscopiche del fegato che possono essere indagate con ecografia, TAC e RMN e che danno una riduzione della colinesterasi; stiamo ovviamente parlando della cirrosi epatica (qualunque ne sia la natura: virale, alcolica ecc..).
La ragazza diceva, però, di esserne a conoscenza da giovane. La diagnosi è quindi facile. Indipendentemente da quale che sia, nel sospetto di un problema epatico non è più ovvio consigliare di essere valutata da uno specialista e inizialmente con una ecografia (che non fa correre rischio radiazioni)?
Le “cellule schiumose” di cui facilmente ci si interessa quando si è studente, trovano un difficile riscontro pratico nell’attività clinica. La tua idea di un meccanismo immunitario, per quanto teoricamente ipotizzabile, sembra fantasiosa quando si parla di un soggetto con aterosclerosi coronarica e diabete mellito. Infatti, il riscontro di arteriosclerosi è frequentissimo e non patognomonico di malattia. La possibilità, invece, di una miocardite virale (per altro non diagnosticata) è verosimile. Tale patologia può comportare un corollario di sintomi simili a quelli descritti. Ricorda che un uomo di 67 anni, cardiopatico, diabetico, bronchitico non merita un farfugliamento di paroloni poco comprensibili e per nulla utili.
Anche a me divartiva leggere nei testi di fisiologia della autoeccitabilità miocardica e dei “canali funny”, ma non lo propongo ai miei pazienti. Non ho fatto ricerca in proposito, ma conosco diversi ambiti dove si fa.
Sicuramente l’ANP è un ormone fondamentale per le dinamiche cardiache ed omeostatiche, ma se non lo volevi chiedere per una discriminazione di infarto miocardico acuto, potresti spiegare tu a me a che ti serviva saperne il dosaggio? Vorrei comunicare a chi legge che nell’ultimo congresso della Società Italiana di Medicina d’Urgenza SIMEU(tenuto a Bologna questo inverno e dal titolo “BEHIND THE SWINGING DOORS”) è stata dedicata una giornata intera al valore dell’ANP nell’infarto acuto…
La sindrome del QT lungo è descritta in tutti i libri di aritmologia e cardiologia e basta digitarla su un qualunque motore di ricerca per sapere che è una cardiopatia congenita causata da alterazioni del processo di ripolarizzazione miocardico. Le cause molecolari sono molte (coinvolgono i canali per il potassio) e non è la sede per parlarne.